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Sistema informazione

In una democrazia è strano manifestare per la libertà di stampa

"Con questa informazione, povera Italia!"

La battuta del Presidente del consiglio descrive la situazione contro le intenzioni dell'autore. Se la libertà di informazione è la base della democrazia, perché in Italia si scende in piazza per chiederla? Tra democrazia e videocrazia.
14 settembre 2009

Funerali di Stato per Mike Bongiorno. E' normale?
Per tradizione la solenne cerimonia è dedicata agli eroi della patria, ai grandi uomini delle istituzioni. A qualcuno che ha dato lustro alla nazione nel mondo. Ma il celebre presentatore, per quanto bravo e amato da milioni di persone, era un uomo dell'industria televisiva. Un eccellente professionista. Simpatico. Ma da qui ai funerali di Stato il salto è molto, molto lungo.
Ebbene, la scelta di salutare con il tributo più alto l'uomo-simbolo della televisione è un segno dell'identificazione tra il sistema televisivo e le istituzioni del nostro Paese. Non a caso alla cerimonia - in diretta televisiva sul primo canale della TV pubblica - era presente il Presidente del consiglio e padrone delle televisioni. Due poteri in conflitto nelle mani di una sola persona: l'anomalia italiana.

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Il prossimo 19 settembre, una settimana dopo l'ultimo saluto al Mike nazionale, si svolgerà a Roma una grande manifestazione in difesa della libertà di informazione. E anche questa è un'anomalia. Perché se la libertà di stampa è il fondamento della democrazia, e l'Italia è uno stato democratico, una manifestazione come questa dovrebbe essere inutile. Infatti in Italia la libertà di stampa c'è, sancita dall'articolo 21 della Costituzione. Nel quale manca, però, il diritto dei cittadini di essere informati. Come nell'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo: "Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere".

Ecco. In Italia è limitato il diritto di ricevere informazioni. Perché il principale mezzo di informazione, la televisione, è controllata quasi completamente da una sola persona. Che ha anche il controllo di giornali, settimanali, siti internet. Quindi per gli italiani è difficile ricevere informazioni di fonte diversa. Il grande controllore decide quale informazione deve passare e quale no. E l'informazione che passa riflette quella che ormai potremmo chiamare "ideologia". Che ha tra i suoi capisaldi l'identificazione tra istituzioni e televisione.

Come si vede dalle dichiarazioni della protagonista del primo "scandalo sessuale" che ha riguardato il capo del governo: continua a ripetere che per lei fare politica o fare televisione è lo stesso. Trattata come una star da buona parte dell'informazione. 
E non è un caso se Tgcom, un organo di informazione la cui proprietà è riconducibile al capo del governo, si occupa delle componenti femminili del governo stesso quando sono in bikini. Con commenti assai poco... politici.

Questa è l'informazione in Italia nell'anno 2009. Funerali di Stato per l'uomo simbolo della televisione. Le ministre come "veline". Spettacolo e politica in un solo minestrone con contorno di censura (vedi il recente caso di Videocracy e l'occultamento delle trasmissioni di Santoro e Gabanelli).
Nella graduatoria di Freedom House quest'anno l'Italia è al settantaduesimo posto per la libertà di informazione. Molto più in alto di paesi dove la democrazia non c'è, ma molto più in basso della maggior parte delle nazioni democratiche.

E' proprio il caso di dire "Con questa informazione, povera Italia!". E di scendere in piazza per chiedere un'informazione veramente libera e il rispetto del diritto dei cittadini di essere informati.

Ultim'ora. Rinviata la prima puntata della trasmissione Ballarò di Giovanni Floris. Perché - la spiegazione è ufficiale - non si può disturbare il Porta a Porta di Bruno Vespa dedicato alla consegna delle prime case ai terremotati d'Abruzzo. Quanto manca alle celebrazioni governative a reti unificate?

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