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Sistema informazione

Il Governo ha approvato il testo, con piccoli cambiamenti

Decreto "Romani": nessuna novità sostanziale

Qualche precisazione in materia di internet, ma non cambia il senso di un'operazione che cerca di restringere gli spazi di libertà di informazione.
Restano le disposizioni che adattano a Mediaset le regole antitrust.
2 marzo 2010
Il Governo ha approvato definitivamente il cosiddetto "decreto Romani", dopo aver acquisito i pareri delle Camere. Ma ne ha tenuto conto solo in parte. Si legge nel comunicato del Ministero delle attività produttive (al quale fa capo il Dipartimento delle comunicazioni guidato dal vice-ministro Paolo Romani):

PRINCIPALI NOVITÀ

1) Internet
Viene chiarito a quali servizi audiovisivi deve essere applicata la disciplina prevista dalla Direttiva, con un elenco dettagliato delle attività escluse (tra cui i siti Internet tradizionali, come i blog, i motori di ricerca, versioni elettroniche di quotidiani e riviste, giochi on line). È stato specificato che il regime dell’autorizzazione generale per i servizi a richiesta (diversi dalla televisione tradizionale, con palinsesto predefinito) non comporta in alcun modo una valutazione preventiva sui contenuti diffusi, ma solo una necessità di mera individuazione del soggetto che la richiede con una semplice dichiarazione di inizio attività.

2) Produzione audiovisiva
Sono stati reintrodotti gli obblighi di programmazione per tutti gli operatori (compresa la pay-tv), nonché le quote di programmazione e di investimento previsti per la RAI e l’accorciamento dei tempi per l’emanazione del regolamento nel cui ambito dovranno essere fissate le sottoquote in favore della cinematografia nazionale, non solo per quanto attiene agli obblighi di investimento, ma anche di programmazione.

3) Tutela dei minori
Vengono recepite anche condizioni che rafforzano la tutela dei minori, soprattutto per quanto riguarda la pornografia, inequivocabilmente estesa a tutte le piattaforme di trasmissione. 4) Ordinamento automatico dei canali Si semplifica e si omogeneizza il posizionamento dei canali televisivi sul telecomando. È stata infatti prevista una sinergia tra l’Autorità Garante per le Comunicazioni (che predispone un “piano di numerazione” con criteri di salvaguardia in favore dell’emittenza locale) e il Ministero (che in sede operativa assegna i rispettivi numeri ai fornitori di contenuti televisivi), con potere di sospensione fino alla revoca dell’autorizzazione in caso di inosservanza. Si ritengono così superate le preoccupazioni espresse dall’emittenti locali in relazione ad una possibile scarsa visibilità della propria programmazione nell’ordinamento automatico dei canali fornito all’utenza.

Tutto qui. Il testo finale non è ancora stato reso noto ufficialmente. Un'anticipazione è stata fatta da repubblica.it, ma è possibile che non sia l'ultima versione.

Vedi anche:
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2007/65/CE
La ricostruzione del testo unico risultante dalle modifiche contenute nello
  schema di decreto legislativo ora sottoposto al parere delle Camere
Eccesso di delega o eccesso di potere televisivo? (18 gennaio)
Le polpette avvelenate del nuovo Testo unico radio-TV (11 gennaio)
Decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (Testo consolidato vigente)
Dalla minoranza al Senato lo schema di parere sul "Decreto Romani"
Il parere finale del Senato

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