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Giornalista free lance, fotografo e videoreporter.
Iscritto all'Albo dei giornalisti (pubblicisti) dal 1973. Specialista nella divulgazione tecnico-scientifica e giuridica. Esperto dei problemi dell'informazione e degli aspetti giuridici delle nuove tecnologie.
Fondatore e direttore della rivista telematica InterLex.

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Europa7. La fine del duopolio televisivo in Italia?

Un compatto silenzio circonda da anni una vicenda cruciale per il sistema dell'informazione in Italia: quella di Europa 7 "la televisione che non c'è". Una rete nazionale che dal 1999 ha diritto di trasmettere, ma non ha le frequenze.

20 febbraio 2008

Le norme italiane che consentono a Rete 4 di trasmettere sulle frequenze analogiche, mentre lo impediscono a Europa 7, sono in contrasto con il diritto comunitario. Questa la sintesi della sentenza emessa dalla Corte di giustizia europea il 31 gennaio scorso. Poteva essere una notizia-bomba, ma ha fatto pochissimo rumore. Quasi non si è sentita, perché la questione è imbarazzante, soprattutto in campagna elettorale. La Corte, in sostanza, riconosce alla rete televisiva Europa 7 il diritto di trasmettere sulle frequenze analogiche terrestri che ha ottenuto (nel 1999!) con una regolare concessione attraverso un gara pubblica. Ma l'assegnazione delle frequenze a Europa 7 comporta l'abbandono delle stesse da parte Rete 4, che dovrebbe trasmettere solo in digitale, terrestre e satellitare. Infatti l'emittente del gruppo Mediaset la gara del '99 non l'ha vinta e occupa le frequenze grazie a una lunga serie di proroghe, che i giudici di Lussemburgo hanno dichiarato incompatibili con le direttive europee. (continua)
Dal 1999 alla decisione della Corte di Lussemburgo: una serie di leggi di proroga e di sentenze contrarie
La lunga storia di Europa 7
Il testo della decisione della Corte di giustizia europea
Sentenza del 31 gennaio 2008 
Documenti
Caratteristiche minime degli apparecchi televisivi...
Decreto 3 agosto 2007
Disposizioni in materia di sistema digitale terrestre
L'articolo 16 della legge 29 novembre 2007, n. 222
Il progetto della Rai dei prossimi tre anni
Rai - Piano industriale 2008-2010
Buone letture
Post giornalismo di Furio Colombo
Il libro nero della Rai di Loris Mazzetti
Ancora in primo piano
TV digitale terrestre: un futuro di (in)certezze
Editoria: fermare la riforma che non piace a nessuno
Riforma dell'editoria: non siamo tutti giornalisti
Atti giudiziari e intercettazioni: censura in vista
Costituzione articolo 21: il Garante non può vietare
Contratto, censure, la libertà negata

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