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Tra leggi e sentenze la storia "illegale" della televisione italiana

Lo strano caso della televisione che non c'è. Al suo posto Rete 4 è una TV "abusiva". Mentre Sky non ci permette di vedere tutte le televisioni via satellite. E la Rai è sempre più sotto il controllo del governo. Intanto dobbiamo cambiare i televisori o comperare i decoder per il digitale terrestre. C'è qualcosa che non funziona?

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Buone letture

Beppe Lopez
La casta dei giornali
Così l'editoria italiana è stata sovvenzionata
e assimilata alla casta dei politici
Stampa Alternativa - Rai-Eri
Viterbo, 2007, pp. 206, € 10,00

09.05.07
Quello delle "caste" sta per diventare un serial? Sarebbe cosa buona, se sortisse qualche effetto. Qui di casta ce n'è un'altra, dopo quella dei politici rivelata da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, giusto un anno fa. La casta dei giornali non è la casta dei giornalisti (a quando un libro sull'argomento?), ma costituisce comunque una palla al piede per la libertà dell'informazione nel nostro Paese.

La casta dei giornali, come la descrive Lopez, è in realtà la casta degli editori di giornali che, a vario titolo, percepiscono quattrini dallo Stato. Tanti, tutti o quasi: secondo i calcoli di Lopez, qualcosa come 700 milioni di euro l'anno. Ne benificiano tutti: sia quelli che ne hanno realmente bisogno, come molte cooperative di giornalisti, sia i grandi editori, con sontuosi bilanci in attivo. Ma anche una quantità di testate "fasulle", alcune che sembrano nate apposta per attingere alla fonte inesauribile dei contributi, altre per mascherare finanziamenti pubblici ai partiti politici. Insomma, uno dei tanti scandali italiani.

Il tema non è nuovo: lo rivelò una puntata di Report il 23 aprile 2006. Ma una trasmissione televisiva passa (ma il testo è ancora qui), il libro resta. E con esso lo scandalo, di cui si è impadronito anche il Grillo nazionale per proporre un improbabile referendum: ne parleremo presto.

Il lavoro di Lopez ha i toni del pamphlet, ma la corposità dell'inchiesta approfondita e documentata. Non è certo un libro da leggere un po' la sera per prendere sonno, ma un promemoria per capire perché tante cose non funzionano nell'informazione in Italia, perché da tante parti si dice che la stampa italiana non è indipendente, perché siamo così in basso nelle classifiche mondiali della libertà di espressione.

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