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Tra leggi e sentenze la storia "illegale" della televisione italiana

Lo strano caso della televisione che non c'è. Al suo posto Rete 4 è una TV "abusiva". Mentre Sky non ci permette di vedere tutte le televisioni via satellite. E la Rai è sempre più sotto il controllo del governo. Intanto dobbiamo cambiare i televisori o comperare i decoder per il digitale terrestre. C'è qualcosa che non funziona?

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Buone letture

Rinaldo Boggiani
Antistoria della libertà di stampa in Italia
Edizioni Associate
Roma, 2004, pp. 110 € 10,20

05.06.06

Un "libretto rosso" che, in poche pagine, ci conduce attraverso gli sviluppi della normativa sulla stampa in Italia, dall'editto di Carlo Alberto e dalle altre riforme del 1848. Con occhio attento agli altri Paesi, in particolare agli Stati Uniti. Ma si ferma all'art. 21 della Costituzione e quindi non considera i successivi sviluppi, a partire dalla legge n. 69 del 1963, fino alla "Gasparri".

E' un pamphlet, che parte da basi storiche per sostenere tesi decisamente di parte senza chiarire le ragioni delle proposte finali (abolizione dell'Ordine dei giornalisti eccetera). Bene. Sapere da che parte sta un autore è importante per inquadrare i problemi che affronta: molto meglio di tanti scritti che, sotto l'apparenza dell'obiettività, fanno passare di contrabbando tesi e affermazioni viziate da pregiudizi o interessi non dichiarati.

Ma alla fine resta un senso di incompiutezza: dunque un'opera utile a chi vuole inquadrare i problemi della libertà di informazione in Italia e poi approfondire lo studio con altre opere. Per esempio, "Ma esiste il quarto potere in Italia?" di Nicola Tranfaglia (Baldini Castoldi Dalai, 2005), che sto leggendo e che affronterò presto in queste pagine.

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© Manlio Cammarata 2009

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